Ora legale. Tutto quello che succede al nostro corpo

Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo tornerà l’ora legale. In Europa si discute sulla possibile eliminazione dell’ora legale. Ma questo, probabilmente, non sarà l’ultimo anno. L’Italia, infatti, lo scorso novembre ha comunicato a Bruxelles di non voler prestare il consenso per l’abolizione del passaggio dall’ora solare all’ora legale. Insomma, le lancette dovranno essere spostate di un’ora in avanti e ci sarà qualcuno che soffrirà un po’ ad adattarsi. Ovviamente vi sono tanti aspetti positivi: le giornate si allungano, e il minor utilizzo della luce elettrica apporta un notevole risparmio energetico.

Ma cosa succede al nostro corpo quando arriva l’ora legale?

Gli effetti collaterali dell’ora legale vengono considerati simili a quelli del jet lag. Un vero e proprio fuso orario, che può portare ad irritabilità, insonnia, stanchezza, nervosismo, perdita di concentrazione fino ad arrivare a nausea e inappetenza. Il motivo per cui accade ciò è legato al fatto che il nostro corpo produce una minore quantità di melatonina. La melatonina è un regolatore del ciclo sonno-veglia. La sua liberazione durante le ore serali, infatti, aiuta la stimolazione del senso di addormentamento. Quindi, anche una sola ora di luce in più, può scatenare questi fastidi. Sebbene il “fuso orario” sia soltanto di 60 minuti, il fisico può impiegare alcuni giorni ad adattarsi.

Per evitare questi problemi di adattamento al nuovo orario, il suggerimento è quello di cominciare qualche giorno prima a posticipare di una decina di minuti gli orari dei pasti, così come quelli in cui si va a dormire. Inoltre, per riuscire ad addormentarsi con meno difficoltà la sera, sarebbe utile evitare di bere caffè nel pomeriggio e preferire una camomilla o una tisana prima di andare a letto. Quanto all’alcol, può aiutare ad addormentarsi ma può rendere la seconda parte della notte inquieta e frammentata.