I risultati Invalsi 2025 mostrano un forte arretramento negli apprendimenti in italiano e matematica, con uno studente su due che non raggiunge le competenze minime al termine delle scuole superiori. Se da un lato la dispersione scolastica continua a calare, passando dal 14,2% del 2020 al 9,8% del 2024, dall’altro aumenta il numero di alunni che, pur frequentando, non acquisiscono competenze adeguate. Il divario territoriale resta evidente: al Nord il 60% degli studenti raggiunge un livello accettabile in italiano, mentre al Sud la percentuale scende sotto il 50%. In matematica, le situazioni più critiche si registrano in Sardegna, con il 70% di studenti sotto la soglia minima, seguita da Campania, Calabria e Sicilia, dove la percentuale si aggira intorno al 60%. Il ministro Valditara ha sottolineato la necessità di ripensare i metodi di insegnamento, incentrandosi maggiormente su grammatica, sintassi e approccio pratico alla matematica. I dati delle scuole medie confermano l’insufficienza delle competenze già alla fine del primo ciclo: al Sud meno della metà degli studenti termina il ciclo con preparazione adeguata. Anche la parità di genere rappresenta un problema, con le ragazze più in difficoltà in matematica. Le prove Invalsi in seconda e quinta elementare mostrano un calo progressivo rispetto al 2022, segnalando che le difficoltà partono dalle basi formative. Le competenze in inglese restano stabili ma senza progressi significativi. Save the Children esprime preoccupazione per il divario implicito crescente, soprattutto nelle aree più svantaggiate. Il dato sulla dispersione implicita, in salita all’8,7% a livello nazionale e al 12,5% al Sud, indica un sistema scolastico che fatica a garantire uguaglianza educativa. I risultati Invalsi 2025 tracciano quindi un quadro complesso, in cui migliorano alcuni indicatori, ma l’apprendimento effettivo resta carente.

