Coronavirus. Le due donne che stanno aiutando l’India

indiaLa diffusione del Coronavirus non ha risparmiato l’India. Come nel resto delle zone colpite, anche questa è stata messa sotto blocco ed è stato consigliato il distanziamento sociale. Scatta quindi la quarantena per affrontare la minaccia.  In questo contesto, l’aiuto di due donne si è rivelato prezioso.

La prima è Mahita Nagaraj, una professionista del marketing digitale e mamma single. Da quando è iniziata l’emergenza ha ricevuto una telefonata da parte di due amici, i quali le chiedevano di garantire ai loro genitori anziani in India medicine e cibi. Pensando ad altri amici i cui genitori anziani non avevano nessuno a cui rivolgersi, ha pubblicato un messaggio su Facebook chiedendo alle persone di mettersi in contatto con lei in caso di bisogno. La risposta è arrivata da tutta l’india. La maggior parte di loro che hanno risposto hanno espresso la volontà di voler dare una mano.

Nasce così Caremongers India, un gruppo Facebook, che offre aiuto a coloro che sono maggiormente a rischio come gli anziani, i disabili, quelli con condizioni di salute preesistenti e chiunque abbia un bambino di età inferiore a un anno.

Nagaraj afferma che si sta cercando di affrontare la sensazione di impotenza che affligge tutti. Si sta chiedendo alle persone di non diffondere paura e panico, ma di diffondere l’amore.

Nella pagina Caremongers India sono elencati innumerevoli esempi di assistenza richiesta e fornita, testimonianze e messaggi di gratitudine.

La seconda donna è la virologa Minal Dakhave Bhosale, dirigente della Mylab Discovery Solutions, azienda di biotecnologie. L’azienda è la prima e unica a cui il governo indiano ha dato l’approvazione per lo strumento che servirà a mappare le persone contagiate. Grazie a lei, i primi kit di test del coronavirus made in India hanno raggiunto il mercato.

La società di diagnostica molecolare afferma di poter fornire fino a 100.000 kit di test Covid-19 a settimana. Ogni kit Mylab può testare 100 campioni e costa 1.200 rupie ($ 16; £ 13), circa un quarto in meno rispetto ai kit importati dall’estero.

Dopo aver iniziato a lavorarci già da febbraio, Minal ha affermato che il progetto si è concluso in tempi record, ossia sei settimane anziché tre o quattro mesi. La stessa virologa stava combattendo con la sua stessa scadenza. Infatti ha iniziato a lavorare al progetto pochi giorni dopo aver dato alla luce una bambina.