Perché l’8 marzo si celebra la “Festa della donna”

Dal 1921, l’8 marzo si celebra in tutto il mondo la “Festa della donna“, questo perché l’8 marzo del 1917, un nutrito gruppo di donne manifestarono, a San Pietroburgo, per chiedere la fine della prima guerra mondiale. In seguito, per ricordare questo evento, durante la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste svoltasi a Mosca nel 1921, si scelse l’8 marzo come “Giornata internazionale dell’operaia”, poi diventata in seguito “giornata internazionale della donna”.

L’8 marzo non vuole essere un pride del femminismo bensì, negli anni, è diventata l’occasione per fare il punto sulle grandi conquiste sociali e politiche legate alle pari opportunità, in un momento storico particolarmente delicato per il gentil sesso caratterizzato dalle discriminazioni in ambito lavorativo e dal sempre più preoccupante problema del femminicidio.

Dal 1946, il simbolo associato a questa ricorrenza è la mimosa. L’idea sembra essere attribuibile a 3 politiche, ex partigiane: Rita Montagnana, Teresa Noce e Teresa Mattei, le quali scelsero questo fiore perché è uno dei pochi disponibili ai primi di marzo, oltre al fatto che è poco costoso e che il suo colore giallo è sinonimo di energia e vitalità, caratteristiche tipiche dell’universo femminile.